Andare a capo su Instagram
Incolla la didascalia: lo strumento la prepara perché i paragrafi restino separati e ti avvisa se superi i limiti.
Sistema la tua didascalia
- Caratteri
- 0su 2.200
- Hashtag
- 0nel testo
- Menzioni
- 0su 20
- Righe
- 0incluse le vuote
Le righe vuote ricevono un carattere invisibile (U+2800). Il testo resta nel tuo browser.
Perché Instagram cancella le righe vuote
Scrivi una didascalia divisa in paragrafi, la pubblichi e ti ritrovi un unico blocco di testo. Succede perché Instagram tende a comprimere le righe completamente vuote, e a volte anche quelle che finiscono con uno spazio, soprattutto quando il testo viene incollato da un’altra app o scritto su certi telefoni. Il risultato cambia da dispositivo a dispositivo, ed è per questo che a qualcuno funziona e a qualcun altro no.
La soluzione più affidabile è non lasciare mai una riga davvero vuota. Lo strumento qui sopra mette in ogni riga vuota un carattere che non si vede, il “Braille vuoto” (U+2800): per Instagram quella riga contiene qualcosa, quindi la conserva, mentre a chi legge sembra uno spazio bianco.
Cosa fa lo strumento, nel dettaglio
- toglie gli spazi alla fine di ogni riga, che possono far saltare l’a capo;
- elimina le righe vuote all’inizio e alla fine del testo;
- sostituisce ogni riga vuota interna con il carattere invisibile;
- conta caratteri, hashtag, menzioni e righe mentre scrivi;
- ti avvisa se superi i 2.200 caratteri o le 20 menzioni, i limiti oltre i quali Instagram di solito non accetta la didascalia.
Le righe con testo restano esattamente come le hai scritte, emoji comprese. Gli emoji contano come caratteri anche loro, e alcuni ne valgono più di uno.
Come usarlo
- Scrivi o incolla la didascalia nel primo riquadro, lasciando una riga vuota tra i paragrafi.
- Controlla i contatori e l’eventuale avviso.
- Tocca “Copia la didascalia”.
- Incolla il testo su Instagram e pubblica. Se modifichi il post in seguito, ricopia il testo da qui per non perdere gli a capo.
Come scrivere una didascalia che si legge
La prima riga
Prima del “altro” si vede solo l’inizio del testo. Mettici la frase che fa venire voglia di continuare: una domanda, un numero, una promessa concreta. “Ho sbagliato tre volte prima di trovare la ricetta giusta” funziona meglio di “Buongiorno a tutti”.
Paragrafi brevi
Due o tre righe per paragrafo, poi una riga vuota. Sul telefono un blocco lungo scoraggia anche chi è interessato. Se racconti dei passaggi, numerali o usa un’emoji all’inizio di ogni riga come segnaposto.
Una richiesta chiara alla fine
Chiudi chiedendo una cosa sola: rispondere a una domanda, salvare il post, mandarlo a qualcuno. Le richieste vaghe ottengono poco. Spieghiamo perché salvataggi e condivisioni contano in come funziona l’algoritmo di Instagram.
Hashtag: pochi e precisi
Non esiste un numero di hashtag giusto per tutti. Il nostro consiglio è sceglierne pochi, tre o cinque, che descrivano davvero il contenuto: #ceramicafattaamano dice di più di #art. Puoi metterli in fondo, dopo una riga vuota, così non disturbano la lettura.
Menzioni con criterio
Tagga chi ha davvero a che fare con il post: il fotografo, il locale, il collaboratore. Una lista di menzioni messe solo per farsi notare viene spesso ignorata, e oltre le 20 il testo può essere rifiutato.
Altri consigli pratici sono nella guida come aumentare i like su Instagram gratis. Se vuoi misurare quanto rispondono i tuoi follower, prova il calcolatore di engagement.
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